Nel mercato regolamentato, la maggior parte dei fallimenti non avviene al momento del regolamento, ma molto prima — quando qualcuno si rende conto che 'le regole sulla visibilità devono cambiare', ma ormai è troppo tardi. Chi ha mai fatto trading istituzionale sa bene quella sensazione di ansia: la tabella di allocazione è già bloccata, i controlli di conformità o di qualificazione sono già iniziati, e il contraente ha già ricevuto il segnale. A quel punto, passare da privato a pubblico o viceversa non sembra un controllo del rischio, ma piuttosto un tentativo di ridefinire le regole dopo che il trade è già decollato. Per gli uffici trading, questo comportamento quasi mai porta a buoni risultati. È esattamente questo contesto reale che ha portato alla progettazione di due modelli da parte di Dusk: Phoenix e Moonlight. Essi non sono opzioni funzionali scelte dopo il trade, ma impegni da assumere prima dell'esecuzione, che definiscono il comportamento delle informazioni durante l'intero ciclo di vita del trade. Molte persone fraintendono i sistemi di privacy, pensando che il problema centrale sia 'trasparenza o non trasparenza'. Ma nel mercato reale, si tratta in realtà di una questione operativa, non di una discussione filosofica. Nelle fasi iniziali dovrebbe esserci silenzio, perché in quel momento la dimensione, l'identità e lo spazio negoziale sono estremamente fragili. Se si espongono troppo presto queste fasi nell'ambiente pubblico, non si ottiene una trasparenza sana, ma una gara di segnali. Il mercato inizia a indovinare il tuo grado di urgenza, qualcuno si trattiene, qualcuno ribatte, qualcuno cambia atteggiamento. Nessuno ti attacca direttamente, ma le condizioni del trade si deteriorano lentamente, fino al punto in cui ti rendi conto che il risultato è peggiore di quanto previsto, senza poter individuare esattamente in quale fase è avvenuto il guasto. Molti trade vengono lentamente logorati da questo tipo di attrito silenzioso. Moonlight è stato creato proprio per questa fase. Non si tratta di 'nascondere tutto', ma di evitare che informazioni strategiche diventino dati di mercato al momento sbagliato. In Moonlight, il saldo non viene automaticamente visualizzato nel browser, la qualificazione non diventa un'etichetta pubblica, e i trasferimenti possono avvenire senza rivelare l'intenzione. Questo è fondamentale per il trading istituzionale, perché ogni dettaglio nelle fasi iniziali può essere interpretato in modo sproporzionato. Proteggere questa fase significa proteggere la qualità stessa del trade. Ovviamente, il mercato non ha sempre bisogno di silenzio. Quando arriva il momento della scoperta del prezzo, della conciliazione, della relazione o dell'audit, la trasparenza inizia a svolgere il suo ruolo vero. È qui che entra in gioco Phoenix. Phoenix offre un flusso pubblico verificabile e auditabile, ma il punto chiave è che questa trasparenza non è ottenuta attraverso 'comunicazione' né tramite eccezioni temporanee, bensì attraverso prove crittografiche attivate automaticamente da regole. Cosa deve essere divulgato, e quando, è definito in anticipo nel sistema, non deciso all'ultimo momento sotto pressione. Dal punto di vista del trader, questo design può sembrare 'freddo', ma proprio questa freddezza rende il sistema più affidabile. In molti processi tradizionali, si è abituati a mantenere un ultimo 'leverage operativo' come salvaguardia. Ma in un ambiente regolamentato, questo potere discrezionale è spesso fonte di rischio. Una volta che i confini della divulgazione possono essere modificati temporaneamente, vengono negoziati, richiesti, 'esclusi'. Quando arriva l'audit, il risultato potrebbe essere solo una serie di email o screenshot di chat, non un fatto in blockchain chiaro e verificabile. Negli ultimi anni, con l'aumento dell'attenzione regolamentare verso i mercati su blockchain, questo problema è diventato sempre più concreto. Dal 2024 al 2025, sempre più istituzioni hanno iniziato a valutare seriamente le infrastrutture di privacy, ma non si chiedono 'se si può nascondere', bensì 'se si può dimostrare quando serve'. Il ragionamento di Dusk è stato oggetto di dibattito proprio perché considera la visibilità come un design del ciclo di vita, non come un pulsante che si può attivare o disattivare in qualsiasi momento. A mio parere, è anche uno dei motivi per cui Dusk si distingue tra i numerosi progetti di privacy. Non cerca di opporsi alla regolamentazione, ma riconosce che i processi regolamentari hanno fasi distinte. Le fasi silenziose devono essere protette, le fasi pubbliche devono essere chiare. Se non si traccia questa linea a livello di sistema, il mondo reale ti costringerà a ricostruirla fuori catena, in un modo più caotico e più dipendente da relazioni e fiducia. Per i trader e gli investitori, questo non significa un vantaggio a breve termine, ma una riduzione strutturale del rischio. Un sistema in grado di fissare in anticipo le regole sulla visibilità è più facilmente accettato dagli istituti e meno soggetto a guasti in momenti critici. Il valore di Phoenix e Moonlight non sta in 'privacy o trasparenza', ma nel tempo e nei confini. Chi vede cosa, e quando, non è più deciso da persone, ma dalle regole. Nel mercato regolamentato, questa moderazione spesso ha più valore della flessibilità.