Ora la situazione sul mercato sembra quasi schizofrenica: dai derivati si vede che molti trader continuano a scommettere su un ulteriore calo di bitcoin ed ethereum, aumentando le posizioni corte e assicurando i portafogli contro il ribasso. Allo stesso tempo, su una grande rivista commerciale esce una rubrica programmatica dei dirigenti di una delle più grandi società di gestione del mondo, dove la tokenizzazione viene definita la più grande rivoluzione nell'infrastruttura finanziaria dai tempi della contabilità doppia. Negli ultimi 20 mesi, il mercato degli asset "tradizionali" tokenizzati, secondo le loro stime, è cresciuto di circa il 300%, e il passaggio a una nuova architettura del sistema finanziario è già avviato e considerato inevitabile. Su uno schermo - candele rosse e scommesse sul ribasso, sull'altro - conversazioni su un trend decennale che dovrebbe completamente riformattare il flusso di capitale.
È importante capire che si tratta di strati diversi di uno stesso mondo. La tokenizzazione non riguarda "un altro token speculativo", ma la conversione di azioni, obbligazioni, quote di fondi, immobili e altri attivi reali in forma digitale basata sulla blockchain. Questo fornisce calcoli più rapidi, trasparenza nella proprietà, la possibilità di frazionare grandi lotti e venderli a un pubblico globale 24/7. I grandi gestori e gli attori infrastrutturali stanno già sperimentando l'emissione di obbligazioni e fondi tokenizzati, testando i calcoli sulla blockchain e parallelamente costruendo standard interni di conformità. Cioè, mentre i trader al dettaglio discutono se il bitcoin varrà alcune migliaia di meno domani, a livello di architettura istituzionale si decide come apparirà il "frame" del mercato tra cinque-dieci anni.

Da qui il paradosso: proprio nel momento in cui molti scommettono al ribasso $BTC e $ETH , il grande capitale dice ad alta voce che la tecnologia blockchain sta diventando la base per il prossimo passo dell'evoluzione finanziaria. Per la tokenizzazione non è così importante quanto vale il mercato delle criptovalute in un giorno specifico: ha bisogno di reti pubbliche affidabili, un'infrastruttura di custodia collaudata e regole regolatorie chiare. Bitcoin ed Ether in questa logica non sono solo attivi speculativi, ma anche "ancore" dell'ecosistema: prima si costruiscono reti e standard affidabili, poi attorno a esse - strati di attivi tradizionali tokenizzati. Pertanto, il gioco a breve termine al ribasso e la costruzione istituzionale a lungo termine possono coesistere: lo stesso mercato offre opportunità sia per fondi hedge che per riformatori infrastrutturali.
Per l'investitore privato, la conclusione principale è che non bisogna confondere un atteggiamento tattico ribassista con l'annullamento di una tendenza strategica. I trader possono continuare a shortare $BTC e ETH, mentre l'economia macro è instabile e i regolatori stringono severamente la politica: in questi periodi la volatilità su e giù è uno stato normale. Ma parallelamente cresce il numero di casi reali di tokenizzazione, e più attivamente entrano nel settore i grandi gestori, più sarà difficile "disattivare" questa tendenza con un cattivo mese di mercato. L'approccio razionale è separare gli orizzonti: riconoscere tatticamente che le scommesse al ribasso esistono e possono ancora essere recuperate, ma vedere strategicamente che le basi sotto l'infrastruttura crittografica stanno diventando sempre più istituzionali. Proprio questa combinazione forma il terreno per i prossimi grandi cicli, indipendentemente dallo scenario che attualmente sembra il più alla moda al mercato.

