Nonostante un momentaneo rialzo delle azioni di Strategy questa settimana, il titolo è tornato a scendere martedì, proseguendo la sua striscia negativa degli ultimi mesi.
Ciò accade dopo che l’azienda ha acquistato altri 118 milioni di dollari in Bitcoin, segnalando una mancanza di fiducia degli investitori nella strategia di accumulazione aggressiva messa in atto dal fondatore Michael Saylor.
MSTR scende nonostante un nuovo acquisto di Bitcoin
Strategy (ex MicroStrategy) ha annunciato lunedì di aver acquisito 1.287 Bitcoin, portando le sue riserve a 673.783.
Nonostante l’acquisto sia avvenuto in un momento in cui il prezzo di Bitcoin è aumentato lievemente dopo il conflitto tra Stati Uniti e Venezuela, le azioni della società non sono riuscite a mantenere il momentum positivo.
Dopo aver toccato un massimo di $167,24, il prezzo delle azioni MSTR è presto sceso a un minimo di $155 prima di stabilizzarsi a $157. L’incapacità di recuperare terreno, anche in condizioni di mercato relativamente favorevoli, ha riacceso i dubbi sulla fiducia degli investitori e sulla sostenibilità a lungo termine.
Tutto ciò avviene anche mentre la performance generale di Strategy continua a peggiorare dal metà 2025.
Le riserve di liquidità non riescono a placare le preoccupazioni
Secondo Bloomberg, Strategy ha registrato una perdita non realizzata di 17,44 miliardi di dollari nel quarto trimestre dello scorso anno. La pressione di vendita costante ha portato le sue azioni a perdere quasi il 50% nel corso del 2025.
L’azienda ha quindi costituito una riserva di liquidità vendendo azioni ordinarie, portandola recentemente a 2,25 miliardi di dollari grazie a un incremento di 62 milioni di dollari insieme agli ultimi acquisti di Bitcoin.
Ciononostante, gli investitori restano preoccupati che Strategy possa doversi vedere costretta a vendere parte dei suoi Bitcoin se il prezzo dovesse scendere ulteriormente. Questa preoccupazione ormai non è più solo retorica.
Alla fine di novembre, l’amministratore delegato Phon Le ha riconosciuto per la prima volta che l’azienda potrebbe vendere le sue riserve in condizioni di crisi specifiche. Il suo annuncio ha segnato una significativa rottura rispetto alla storica convinzione di Saylor di “non vendere mai”.
Con l’inizio del 2026, lo scenario resta difficile.
Sebbene Strategy abbia trovato sollievo martedì dopo che MSCI ha annunciato che non avrebbe escluso i tesorieri di asset digitali dal suo indice a febbraio, il destino del prezzo di Bitcoin rimane incerto.
Se dovesse verificarsi un altro forte calo, Strategy sarà inevitabilmente coinvolta. Inoltre, un ulteriore aumento dell’esposizione a Bitcoin aumenterebbe probabilmente l’impatto e andrebbe a minare ancora di più la fiducia degli investitori.

