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I portafogli associati all'estrazione mineraria digitale stanno aumentando le trasferimenti di BTC verso piattaforme di scambio come Binance. Fino al 6 gennaio scorso, circa 33.000 unità di Bitcoin sono uscite da questi indirizzi in direzione della suddetta borsa di asset digitali, secondo un rapporto recente di CriptoTendencia. Il grande dilemma attuale è capire se gli investitori di grandi dimensioni, noti come "balene", abbiano la capacità di assorbire questo volume di liquidità.

La ripresa del prezzo del BTC potrebbe dipendere in larga misura dalla capacità di queste balene di acquistare il flusso proveniente dai minatori. Ci sono indicatori che suggeriscono una risposta ottimista di fronte a questa pressione vendita. Tra questi, spicca il movimento significativo di stablecoin verso Binance.

I dati di CryptoQuant rivelano che, dopo un trimestre di flussi ridotti, le monete stabili stanno entrando con vigore nei CEX (Exchange centralizzati). Nella prima settimana di gennaio, sono stati inviati circa 670 milioni di dollari su questa piattaforma. Questo fenomeno rafforza la probabilità che queste stablecoin servano ad assorbire la liquidità derivante dai getti effettuati dai minatori.

In questo modo, l'interesse delle balene viene messo alla prova dopo tre mesi di tendenza al ribasso sul mercato delle criptovalute. Al momento, il valore del BTC sul mercato contante continua a essere sotto pressione, dopo aver incontrato resistenza nella fascia dei 95.000 dollari. Secondo CoinMarketCap, la principale criptovaluta ha nuovamente perso il supporto dei 90.000 dollari, registrando una flessione del 2,23% in un periodo di 24 ore.

Le balene si preparano a proteggere il valore della Bitcoin

Storicamente, i minatori non hanno avuto la forza sufficiente per modificare i cicli dei prezzi. Anche se queste portafogli influenzano il prezzo in momenti di correzione o di rialzo, le loro vendite raramente hanno provocato cambiamenti di tendenza definitivi. In altre parole, i trasferimenti dei minatori verso Binance, di per sé, non bastano a scatenare un mercato in caduta libera (bear market).

L'analisi di CryptoQuant conferma questa visione, indicando che il ruolo dei minatori nei cicli precedenti si è limitato a ritardare i significativi progressi dei prezzi, senza mai invertirli completamente. Nel 2017 e nel 2021 si è osservato che i minatori vendevano gradualmente mentre il prezzo aumentava.

Tuttavia, la situazione attuale è delicata. Una tendenza al ribasso prolungata potrebbe mettere a rischio i margini di profitto dei minatori a causa della riduzione del hashprice. Così, anche se le balene riuscissero a assorbire la liquidità immediata, il flusso di uscita dei minatori dalle borse potrebbe rimanere elevato.

La situazione dei minatori

L'instabilità continua a caratterizzare il sentimento degli investitori. La caduta sotto i 90.000 dollari giovedì aumenta la pressione sulle aziende minerarie. Il hashprice, che misura il rendimento medio, è sceso a 38,9 dollari per petahash (PH/s), dopo un breve picco. Questa diminuzione dei ricavi costringe i minatori a liquidare le criptovalute prodotte per onorare i loro impegni operativi.

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