Diego Tavares afferma che il Brasile sta camminando verso un collasso economico
Il commentatore Diego Tavares ha analizzato la dichiarazione del presidente argentino Javier Milei e ha affermato che il Brasile è diventato l'antitesi del modello adottato dall'Argentina. Secondo lui, mentre Milei promuove uno Stato snello e riforme liberali, il governo del presidente Lula (PT) punta sull'aumento delle spese pubbliche e sul peso della macchina statale.
L'aritmetica del caos
I dati non mentono, anche se il governo cerca di mascherarli. Il Brasile assiste a un rapido deterioramento dei conti pubblici. L'insistenza su un quadro fiscale permissivo spinge il debito pubblico a livelli allarmanti, avvicinandosi all'80% del PIL. Per l'investitore e per il cittadino conservatore, questo significa una cosa: insolvibilità futura. Mentre Milei taglia ministeri e privilegi, Brasilia crea dicasteri e cariche per accontentare alleati, gonfiando uno Stato che non produce nulla.
Riscossione punitiva e inflazione
Il modello attuale si basa sull'asfissia del settore privato. Il governo punta sulla riscossione punitiva — una vera e propria "caccia alle streghe" fiscale — per sostenere una spesa ideologica ed inefficiente. Quando lo Stato spende ciò che non ha, il risultato è l'inflazione, l'imposta più crudele contro i poveri, e il mantenimento di tassi di interesse elevati per contenere i danni generati dallo stesso governo.
Il collasso della fiducia
La speculazione di Tavares sul collasso economico si basa sulla fuga di capitali. Il capitale è codardo e cerca sicurezza giuridica. Attaccando l'autonomia della Banca Centrale e flirtando con l'interventismo, il Brasile segnala al mondo che preferisce il cammino della servitù statale a quello della libertà di mercato. Se l'Argentina di Milei rappresenta il rinascimento liberale in America Latina, il Brasile corre il rischio di diventare l'ultimo baluardo di un modello che ha prodotto solo povertà e stagnazione.
"Il Brasile non ha bisogno di più governo, ha bisogno di più libertà. Senza uno shock di austerità, l'abisso non sarà solo una possibilità, ma il destino finale".
