Le presunte riserve di Bitcoin del Venezuela aggiungono un nuovo strato alla discussione sulle criptovalute e la geopolitica. Anche senza prove sul blockchain, il fatto che uno Stato potrebbe detenere $BTC a scala strategica dimostra come gli asset digitali non siano più solo strumenti speculativi, ma potenziali strumenti di potere statale.

Ciò che colpisce è la complessità: il Bitcoin non è conservato in caveau o banche, e il controllo dipende interamente dalle chiavi private. Questa realtà mette in discussione le sanzioni tradizionali, i sequestri e le affermazioni di proprietà. Che i rumor siano veri o meno, questo evidenzia come le criptovalute stiano ridefinendo la finanza globale, il diritto e la diplomazia in modi che i decisori politici ancora faticano a definire.

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